Il Tullio De Mauro di Helgaldo

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La lingua italiana è in lutto. All’età di 84 anni, il suo più famoso studioso, Tullio De Mauro, ci ha lasciati. Uno dei più importanti intellettuali del nostro paese, l’hanno definito i giornali, al pari di De Sanctis.
Presidente della Società di linguistica italiana, membro della Crusca, docente universitario, ministro dell’Istruzione per pochi mesi sotto il governo Amato. Da ultimo, presidente del comitato direttivo del Premio Strega. Tutti i quotidiani gli hanno dedicato ampio spazio, dal «Corriere» alla «Repubblica», dalla «Stampa» al «Fatto quotidiano», mettendo in risalto la sua cultura immensa, non solo linguistica, e l’impegno civile e politico di chi ha sempre voluto sporcarsi le mani nella società civile anziché giudicarla dall’alto di una cattedra. Non racconterò quindi quello che potete leggere facilmente altrove su di lui in queste ore.

Per me Tullio De Mauro è stato il portavoce dei parlanti, di gente come me, di quelli con una cultura traballante, ma curiosa di tutto. Se sono ciò che sono quando parlo e scrivo, quando capisco e riesco a farmi capire in pubblico, lo devo anche alle riflessioni di quest’ometto dalla faccia simpatica, dall’eloquio aneddotico e frizzante, dalla scrittura semplice ed efficace.

Quando mi chiedono quali libri sono stati fondamentali nella mia vita, cito sempre I promessi sposi. Ma, riflettendo, dovrei aggiungere la Guida all’uso delle parole di Tullio De Mauro, un piccolo saggio pubblicato dagli Editori Riuniti nel 1980, collana diretta dallo stesso De Mauro. Dalla lettura di quelle pagine è nato il mio interesse per le parole, per il discorso, per l’italiano scritto e parlato.

Non vi dirò del saggio, che non è un manuale di scrittura creativa e potrebbe non interessarvi; ma vi dirò della collana da lui diretta, formata da una serie di libri di base, pensati per chi è agli inizi, principiante come me, ma che vuole migliorarsi in qualunque attività umana. Perché la cultura è valida, pensava De Mauro, solo se genera ulteriore cultura. E questa collana realizzava proprio la sua idea di cultura. Non si capirebbe altrimenti la scelta di De Mauro di affiancare alla sua Guida all’uso delle parole – che contiene in appendice il vocabolario di base della lingua italiana – testi su qualsiasi sapere, purché vivo: Saper leggere, La televisione, L’industria della canzone, Il mestiere dell’intellettuale, Il mondo dell’Islam, Il gioco del calcio, Saper invecchiare, Fumare o no, La fotografia, Come far leggere i bambini, Che cos’è la statistica, Le basi dell’informatica, Che cos’è il restauro, Come funziona il cuore, Il cosmo, I tumori, Le donne e la letteratura, Guida al mestiere di maestro

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3 commenti

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3 risposte a “Il Tullio De Mauro di Helgaldo

  1. Di suo ho letto: La lingua batte dove il dente duole, scritto in collaborazione con Camilleri – un libro che raccomando. Un lutto vero; il primo (pubblico) di questo 2017.

  2. Massimiliano Riccardi

    Una grande perdita. Per nostra fortuna qualcosa rimane, più di qualcosa.

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