Chiediamolo alla rete

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Ho vent’anni e sogno di diventare scrittrice da quando ne avevo cinque. Ho migliaia di fogli, appunti, diari, ma non so organizzarli in una storia unica o capire cosa tenere e cosa no. Secondo te, dovrei frequentare un corso? Tu credi in chi vuole insegnarti a scrivere?

Zoe

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38 commenti

Archiviato in Arti e mestieri

38 risposte a “Chiediamolo alla rete

  1. No. Dipende… Forse… Boh!

  2. Il discorso è articolato. Secondo me, essendo giovane, magari potrebbe cominciare a leggere qualche manuale, come Story di Mckee oppure Anatomia di una storia di Truby. Gettano le basi per creare una storia e collegare i punti. Se poi trovi che queste cose ti si addicano, come scrittrice, e necessiti di approfondire e salire di livello perché no, potresti pensare ad un corso. Salvatore ne ha seguiti alcuni, sono certo che le sue risposte sfuggenti siano per scremare e confondere la concorrenza!!! Ahahah.

    • La mia risposta riguarda tutto ciò che ho capito sul seguire un corso di scrittura creativa. Ma se vogliamo entrare più nel dettaglio: la maggior parte dei corsi servono semplicemente a mantenere lo scrittore che lo tiene (nobile causa, peraltro), visti gli scarsi introiti del mestiere in sé. Non si impara nulla sulla scrittura perché, a parte la grammatica la strutturazione di una trama e un’idea generale di cosa conti di più per un lettore tipo (altamente opinabile), non c’è proprio nulla da imparare. Per me è tutto molto più semplice: si ha un immaginario che preme da dentro, si ha la voglia il tempo e l’esigenza di condividerlo con altri, si conosce sufficientemente bene il mezzo espressivo che si è scelto (che può anche non essere la scrittura) e solo a questo punto si scrive (un romanzo, un racconto, una poesia, un dramma, una sceneggiatura…). Cosa c’è da apprendere? Quindi, no!

      E però avere qualcuno che è già passato attraverso tutte queste fasi e attraverso la macina dell’editoria può comunque essere utile. Benché il canone di bellezza sia soggettivo alla società, al periodo storico e alla cerchia verso cui ci si rivolge, uno scrittore maturo può comunque fornire utili consigli. Quindi, dipende.

      E però questo scrittore deve essere svincolato da interessi terzi… Cioè deve essere onesto, oggettivo e poco fornito di quel tipico sentimento italiano definito di volta in volta egocentrismo o invidia o altro… Quindi, forse.

      Poi ce ne sarebbe ancora molto da dire, cosa che non farò perché già solo stilare questo intervento mi sta sottraendo tempo a cose che per me rivestono un’importanza maggiore. Ma alla fine ho il sospetto che l’unica vera sincera onesta risposta possibile alla domanda di Hell sia: Boh!

  3. Due proposte concrete per Zoe: se abita in una città dove si svolgono corsi di scrittura creativa di comprovata efficacia allora sì.
    Altrimenti prende tutti gli appunti e scrive i suoi dubbi a un/una editor di altrettanta comprovata efficacia. In entrambi i campi – corsi e editor – i ciarlatani abbondano, ma se vuole diventare scrittrice sul serio toccherà metterlo in conto, ha dalla sua i suoi meravigliosi 20 anni.

    • Eh, Sandra, tu hai ragione. Il problema è stabilire quale sia la comprovata efficacia: per esempio CBM potrebbe lavorare bene con te, che hai un certo tipo di esperienza e capacità, e male con lei, che potrebbe essere troppo giovane per cogliere certi aspetti. Oppure viceversa. Il rapporto tra editor e autore è complicato *almeno* quando quello amoroso 😉

  4. A volte basta spostare un minimo la prospettiva e subito diventa chiara la faccenda. Verresti a cena da me? 🙂

    «Ho vent’anni e sogno di diventare cuoco da quando ne avevo cinque. Ho migliaia di barattoli, ingredienti, pentole, ma non so organizzarli in un menu o capire cosa cucinare e cosa no. Secondo te, dovrei frequentare un corso? Tu credi in chi vuole insegnarti a preparare del cibo?»

  5. Uhm… fogli e appunti ok, ma diari no, quelli li lascerei perdere. L’idea di organizzarli in una storia unica (+ i diari) sembra significare tra le righe che intende scrivere un’autobiografia. Ma se vuole diventare scrittrice non può “limitarsi” alla storia della propria vita. Mi sarei piuttosto aspettata che dicesse “ho un sacco di storie sparse tra i fogli e non so quale sia valida oppure no”.
    Comunque, la validità di un corso dovrebbe essere misurata con la percentuale dei suoi iscritti che arrivano a pubblicare. Il che dovrebbe anche però presumere una selezione all’iscrizione, perché certo un corso di scrittura creativa non dovrebbe occuparsi della grammatica, per dire.
    Quanti corsi si salvano da questo criterio?

  6. (S)punto di (s)vista

    Quando devo dare un consiglio a qualcuno di molto giovane, vado sempre un po’ cauta perché ho paura di dargli troppa influenza. Non vorrei portarlo su un percorso sbagliato. Ci ho pensato un po’, ma alla fine il mio non è altro che un consiglio. Studiare, perfezionarsi, seguire un corso è sempre una buona cosa per due motivi essenzialmente. In primis perché ti metti in gioco (puoi essere preparato quanto vuoi, ma un professore, uno scrittore con esperienza assodata, un addetto ai lavori ne saprà sempre più di te).
    Altra motivazione è quella di darsi un tono. Nessuno nasce imparato, dice mia madre… e io condivido il suo pensiero.
    Io ho iniziato un corso prima delle feste natalizie (trovato da sola).
    Un altro mi è stato consigliato, ma per il momento mi va benissimo quello che ho cominciato. Praticamente quello che chiede Zoe, me lo sono chiesta anch’io. La risposta è ‘sì, si dovrebbe frequentare un corso, soprattutto se hai studiato altro”.
    Non ci sono solo corsi nella propria città e quindi a pagamento, ma molte risorse nel web e gratuite. Se a Zoe interessa sapere quali, invierò a Helgaldo i link. Chissà che ci ritroviamo a fare lo stesso corso. Io vado pian piano, per assimilare bene. Probabilmente mi raggiungerai.
    In bocca al lupo, Zoe.

  7. Io sono stata una Zoe. A vent’anni avevo accumulato testi su testi e come lei e sognavo di diventare una scrittrice da quando avevo cinque anni. All’epoca non c’era la rete a cui chiedere consigli, quindi andai da un tizio che nel mio paese era una specie di artista, un po’ scrittore un po’ pittore. Lui lesse il mio romanzo e con tanta pazienza mi spiegò cosa aveva di buono la mia scrittura e in cosa dovevo invece maturare. Ricordo molto bene tutto quanto ancora oggi. Non mi consigliò nessun corso (forse neppure ce n’erano nel mio paese) ma solo di leggere tantissimo e di allenarmi a scrivere e scrivere. La mia strada sarebbe cambiata se mi avesse consigliato di frequentare un corso? Non lo so, chi può dirlo. Comunque molti anni dopo mi sono messa a studiare per conto mio ed è stato utilissimo. Ma dubito che a vent’anni serva. Credo che sia più importante prima farsi le ossa sul campo.

  8. Cara Zoe, un insegnante di chitarra non farà di te una grande musicista, ma ti insegnerà gli accordi fondamentali. Un corso di chitarra ti permetterà di confrontarti con gli altri, ognuno portatore di nuovi stimoli musicali. Magari capirai anche se suonare ti venga più o meno naturale che a loro.
    Non vedo perché un corso di scrittura non possa fare lo stesso con la narrazione.
    Fai come se dovessi scegliere un corso di chitarra, assicurati che l’insegnante sappia almeno suonare e non farti spillare troppi soldi, se puoi, vai con un amico, così ti diverti di più.

  9. Provaci. Per me non devi organizzare tutto quello che hai scritto in un’idea unitaria. Parti da uno di quei fogli, prendi uno spunto,uno solo però (se no rischi di cominciare decine di storie e di disperdere la concentrazione) e lavora su quello. La scrittura non è un fiore spontaneo: va coltivata, curata, nutrita, dunque non è sufficiente avere una passione che negli anni ti ha portato a scrivere migliaia di pagine. Se vuoi diventare scrittrice devi misurarti con le tue capacità reali e questo puoi farlo solo “sporcandoti le mani”.
    Io non credo nell’efficacia dei corsi di scrittura, molto di più nei consigli dati da professionisti, editor, consulenti, che curano forma e stile di un manoscritto, ma a lavoro già concluso.

  10. Paolo (Seme Nero)

    Non posso parlare dell’efficacia dei corsi di scrittura, diciamo pure che potrebbe anche essere utile seguirli, purché non ci si aspetti di diventare bravi e/o famosi in conseguenza del corso.
    Ma prima di spendere soldi, perché non approfittare di risorse gratuite o a basso costo, oggi che abbiamo la rete?
    Prima di tutto: leggi. Leggi un sacco, non smettere mai. Da queste letture cerca di capire cosa ti piace, vai oltre la storia, cosa ti piace di un determinato genere? Cosa di un particolare autore? Quali sono i punti in comune e le peculiarità?
    Studia bene la grammatica e scrivi correttamente in ogni occasione, anche sui social. Leggi molti autori italiani, aiutano.
    Parti con qualcosa di breve: i racconti. Il pregio di questa forma di narrazione è che non servono grosse ricerche, background corposi dei personaggi o costruzione di paesaggi immaginari. Anzi, scoprirai che a volte è più complicato dire qualcosa in poche parole. Conosci già Helgaldo, segui anche Michele Scarparo (ha commentato qui sopra) e Marina Guarnieri. Mai sentito parlare del Thriller Paratattico? 😉 Ti segnalo anche Scrivere Creativo, troverai esercizi settimanali.
    Ci sono un sacco di concorsi gratuiti a tema: prova a partecipare. Non ti daranno la fama, ma la pratica insegna. E non dimenticare di leggere gli elaborati degli altri.
    Frequenta dei forum di scrittura, ascolta i consigli e le critiche se sono motivate e pertinenti.
    Ci sono decine di blog che parlano di scrittura, perditi tra gli archivi dei vecchi post: Maria Teresa Steri, Tenar (Antonella Mecenero), Salvatore Anfuso, Barbara Businaro hanno commentato qui sopra, ti consiglio anche Grazia Gironella, Alessia Savi, Chiara Solerio. Per citarne alcuni.
    E poi mettiti alla prova. Scrivi regolarmente, osa, chiedi (con garbo), leggi i tuoi lavori e chiediti cosa non va, non aver paura di ricominciare.
    Se avrai ancora dubbi allora potresti anche decidere di frequentare un corso di scrittura.

    • (S)punto di (s)vista

      Torno con piacere a commentare. Paolo, trovo i tuoi consigli molto pertinenti e efficaci. E meno male. Consigli pratici, non chiacchiere. Ci sono risorse gratis tramite i blog e forum come tu dici e corsi (sempre gratuiti e in rete) che sto facendo e posso dire che esistono.
      Non teniamoci per noi le dritte. Ti faccio i complimenti, Paolo. Uno dei pochi che non si tira indietro se c’è da aiutare qualcuno, soprattutto perché data la giovane età non ha esperienza in merito. Applauso.

      • Paolo (Seme Nero)

        Do consigli sulla base della mia esperienza, tutto qui. Mi ritrovo nell’incertezza iniziale di Zoe, ma lei parte avvantaggiata rispetto a me, per età e consapevolezza dei propri desideri, per quanto leggo. Non vedo perché non aiutarla con pochi consigli, benché ce ne sarebbe ancora da dire.
        Con la giusta dose di impegno e autocritica farà passi da gigante in poco tempo, le auguro.

      • (S)punto di (s)vista

        Non è scontato l’aiuto, purtroppo. Neppure io ci trovo niente di male. Forse è la maturità anagrafica o buon senso essere garbati e generosi con le nuove generazioni. L’avessero dati a me tutti questi consigli…

    • Oh, grazie della citazione. Io a mia volta consiglierei il forum letterario di quel PescePirata di Grilloz. Lui non ha ancora commentato, ma lo si ritrova facilmente da Google. 😉

  11. Beh, se hai migliaia di fogli, appunti, diari e non sai organizzarli in un insieme coerente, sì, direi che hai proprio bisogno di un corso di scrittura.
    (Sono assai poco diplomatico, lo ammetto).

  12. Ma quale Corso, iscriviti a un Forum, ma che sia quello giusto, frequentato da gente rutta e cattiva che puzza di rum, piena di tatuaggi e cicatrici con uncini bende e gambe di legno 😛 Vedrai come ti fanno a pezzi i racconti loro, ma non desistere, pela le tue patate e continua a postare 😉

  13. In Giappone, soprattutto mostrare di gradire il piatto brodoso facendo rumore come fanno i bimbi coi tortellini in brodo, un cibo che si chiama qualcosa come zuppa di miso.

    • Grilloz

      Sapevo anch’io così, però ho appena finito un romanzo dalla Yaschimoto dove mangiano un sacco e ad un certo punto uno dei commensali si impegna a non far rumore sorbendo la zuppa proprio per essere raffinato. Ma i giapponesi sono complicati 😛

  14. Ma sai che c’era un quesito uguale nella posta del cuore di Chiara Gamberale di un numero di Donna Moderna? Forse è la stessa ragazza.
    Però non mi ricordo la risposta della Gamberale. Io ho frequentato un corso, ma mi è servito prevalentemente ad acquistare fiducia in me stessa, poi serve costanza, crederci, provare e riprovare…

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