Billy Budd, sempre più Claggart

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Claggart, Claggart, e ancora Claggart. Se i capitoli precedenti mettono sotto i riflettori Claggart, l’antagonista del nostro Billy Budd, il tredicesimo capitolo indugia ancora su di lui.

Bastano due maldicenze, costruite ad arte per il suo orecchio da un suo tirapiedi mandato in esplorazione nel campo di Billy Budd per informarsi su cosa il nostro avvenente marinaio pensa veramente del mastro d’armi, per confermarlo nel proposito della vendetta spietata quale corrispettivo di innocenti burle del gabbiere di parrocchetto nei suoi confronti.
Serve poco a un prepotente per giustificare le male azioni che vuol commettere. Piccoli episodi del tutto casuali forniscono così il pretesto per rispondere con un pugno a un sorriso ricevuto. Questo è quello che succede. E se in precedenza la minestra che Billy ha rovesciato in terra non era altro che una minestra in terra, ora Claggart ci vede il segno, e vuole con più forza vederlo, di un insulto, di una provocazione nei suoi confronti. Ecco però che l’incidente del rancio, pur falso e insignificante, diventa causa scatenante di una reazione che attendeva una scusa qualsiasi per mettersi in moto. Questo è il succo del capitolo.

E ora torniamo a noi, all’esperimento. Finora sono 56 le pagine lette di questo romanzo, pagine dove non accade quasi niente, in apparenza. La lettura, che procede a passo di lumaca, è appagante e strana. Questo solo grazie allo stile, perché di storia ce n’è poca, obiettivamente. Da quanto ho letto finora – circa un terzo del romanzo – questo libro avrebbe dovuto intitolarsi John Claggart e non Billy Budd. Se c’è qualcuno che il narratore conosce in modi viscerali questi è il mastro d’armi, non certo quel giovane marinaio che sonnecchia sugli alberi mezzani. È voluto o è un caso? Melville scrive a intuito, pagina dopo pagina, scoprendo insieme a noi la scena; o è tutto calcolato prima e l’effetto è volutamente quello di nasconderci il protagonista, se poi il protagonista è davvero quello indicato nel titolo? Non so, non esprimo giudizi e continuo la lettura, anche se mi rendo conto che sono stato sorpassato dagli altri lettori che forse ormai sono giunti in fondo al libro e hanno risposte certe alle mie domande aperte.

Sembra che il blog sia diventato monotematico, impallato su questo romanzo. Ne vale la pena? Non rischio di restare solo, di ripetermi fino ad annoiarvi quando una delle ricchezze maggiori di un blog che si rispetti è proprio quella di offrire argomenti sempre nuovi? E chi non ha voglia o tempo di leggersi il libro che se ne farà mai di tutti questi post su Billy Budd?

Mi consolo con il fatto, più teorico che pratico, di non puntare al target. Di non scrivere di temi vincenti, oppure di moda o che rendano sempre animata la discussione. Da due settimane, in fondo, scrivendo di Billy Budd sto scrivendo per me stesso. Mi consolo che è una situazione simile, fatte le debite proporzioni, a quella di qualsiasi scrittore non di genere alle prese con il suo romanzo: apparentemente non gliene può fregare niente a nessuno. Però poi magari vende. Miracoli della scrittura.

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5 commenti

Archiviato in Leggere

5 risposte a “Billy Budd, sempre più Claggart

  1. Non per scoraggiarti, ma la bravura di Melville è stata riconosciuta praticamente solo alcuni decenni dopo la sua morte, compreso “Moby Dick”, che non era più stato pubblicato per parecchio tempo, e anche “Billy Budd” che è stato pubblicato postumo…

  2. iara R.M.

    Melville resta in equilibrio sul filo del racconto. È strano sì, ma in un modo che non so spiegare, bello. Io la lettura l’ho terminata qualche giorno fa, ma vi seguo. Riprendo i capitoli che trattate per riscoprire dettagli. L’antagonista è la causa della storia di Billy; senza Claggart non ci sarebbe. È questo personaggio che incombe, come un destino di cui non si può sapere nulla in anticipo, sulla vita dell’ignaro Billy.

    Riguardo questo esperimento, io continuo a trovarlo interessante. Certo che sono di parte, mi sono unita alla lettura, ma credo che attraverso l’analisi del racconto chi ama scrivere possa trarre riflessioni utili per sé, anche senza partecipare direttamente.
    Buona giornata Hell.

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