Billy Budd, finalmente un po’ di trama

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Dopo tutta questa precisione nel delineare fisicità ed emozioni dei partecipanti al dramma, finalmente un po’ di azione.

Billy Budd viene convocato di fretta e in gran segreto da un marinaio mai visto prima, sull’albero di trinchetto, in un punto elevato della nave lontano da occhi e orecchie che possano cogliere i loro discorsi. Convocazione in piena notte, avvolta nel mistero, di certo sediziosa visto il clima di ammutinamento serpeggiante nella Marina inglese, già fin troppo evidenziato da Melville nei primi capitoli del libro.

Tutta l’attenzione del lettore converge ora, date le premesse, sulla cospirazione vera o fittizia per mettere in trappola Baby Billy. Il marinaio è stato mandato in avanscoperta da Claggart per incastrarlo? Direi di sì, e lo ipotizza anche il narratore.

Ma appena Billy mette a fuoco la proposta che gli viene fatta, di tenersi pronto per eventi straordinari, ecco che lo vediamo balbettare il suo rifiuto, pronto anche allo scontro fisico con il cospiratore se non si dileguerà in fretta.

Il marinaio si allontana e Billy, richiamato dagli altri gabbieri, tiene per sé l’accaduto, in base a un codice d’onore che accresce la nostra fiducia nella sua bontà congenita. Incapace di tradire gli amici, non tradirebbe neppure i nemici. E questa è colpa grave, aggiungo io.

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3 commenti

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3 risposte a “Billy Budd, finalmente un po’ di trama

  1. (S)punto di (s)vista

    Gli amici non si tradiscono, altrimenti non lo erano. I nemici è diverso. La legge piratesca non so cosa preveda. Posso comunque capire che è un ragazzino spaurito, ingenuo. Il balbettio è stato ben espresso da Melville. Sto in fissa coi dialoghi e sinceramente non ho che da imparare.

  2. Quando si fa parte di un equipaggio non esistono amici o nemici ma solo commilitoni. Un vero marinaio non tradisce mai i commilitoni.

    • (S)punto di (s)vista

      Ecco, quello che immaginavo. C’è un codice ben preciso. E una gerarchia ben precisa. Nella vita a terra è un po’ diverso… forse… non sempre.

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