Billy Budd, beata ignoranza

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Dopo esserci dilettati di grammatica torniamo a Billy Budd. L’abbiamo lasciato nel capitolo 14 alle prese con un misterioso marinaio di coffa che lo avvicina di soppiatto per saggiarne le intenzioni in caso di ammutinamento. Si schiererà, lui che è stato imbarcato a forza sulla Bellipotent, con gli altri coartati se ci sarà aria di rivolta? Billy rifiuta sdegnato la domanda, allontana in malo modo chi gliela sottopone, non corre però da un superiore a riferire l’accaduto, forse per non essere marchiato come spia.

Il capitolo 15 si apre quindi rendendoci partecipi del tumulto dei sentimenti di Billy, della sua incapacità di valutare quanto gli è accaduto, di individuare un pericolo che origini da questo marinaio, marinaio che nei giorni successivi lo saluta con la familiarità di un vecchio amico quando lo incrocia sul ponte della nave. Billy non si confida con nessuno tranne che con il suo “mentore minore”, come l’ho definito in precedenza. E lui, il danese, gli ripete per l’ennesima volta «guardati da Claggart, ti sta addosso».

Ma Billy non può seguire il suo consiglio perché non sa scorgere dove si annida il male. Mi ricorda una pecora affezionata al suo pastore, che si fa condurre dolcemente al macello inconsapevole e impreparata al destino che l’attende. Quando penso ai personaggi dei nostri romanzi così simili a noi, sempre coscienti di se stessi e del mondo che li circonda, cosa potrà mai sorprenderli se vivono una spanna sopra gli altri? Ma non ci sono più possibilità di sviluppo nella beata ignoranza?

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15 commenti

Archiviato in Leggere

15 risposte a “Billy Budd, beata ignoranza

  1. Probabilmente sì. E comunque anche i personaggi “nostri” (quanto meno i miei) non sono mica così svegli, eh! Hanno tutto da scoprire e un bel po’ di mazzate da ricevere prima che si arrivi all’ultima pagina 😉

    • Era quello che volevo sentirti dire. Qualche esempio? Anche solo uno…

      • Allora…
        Andrea Arcani (3A Investigazioni), il finto detective che si avventura in indagini banali su infedeltà coniugali e cosucce del genere, riesce quasi inevitabilmente a mettersi nei guai, litigare con chi gli sta vicino e fare figure di emme.
        Soichiro Suzuki, il protagonista di “Romanzo sensazionale”, è il prototipo dello sfigato ed è manovrato come un burattino dalla nonna, dai colleghi di lavoro e anche da qualcun altro…
        Dario e Alex, i due protagonisti della “Bilogia del Bicentenario d’Italia”, interagiscono nello stesso contesto ma non si incontrano mai, le loro vicende si svolgono in due romanzi separati. Hanno una sola cosa in comune: non capiscono assolutamente nulla di quello che gli sta succedendo intorno, si ritrovano coinvolti in situazioni gestite da altri senza rendersene conto.

      • (S)punto di (s)vista

        Mah… Sbaglio o “Romanzo sensazionale” sta nel tuo blog?

      • A cosa ti riferisci? Non saprei, direi di no.

      • (S)punto di (s)vista

        Scusate. Non ho messo il nome. Mi riferivo ad Ariano. Mi pare che nel suo blog stava “Romanzo sensazionale “.

      • (S)punto di (s)vista non sbaglia. È sul blog. Nonostante ciò è il mio ebook più venduto su Amazon (precisazione fondamentale: nell’ebook a pagamento non c’è solo “Romanzo sensazionale” ma anche altri racconti inediti a esclusivo beneficio di coloro che sono disposti a rinunciare a un caffè, spendere la cifra in questione per l’acquisto dell’ebook e dare fiducia al qui presente commentatore / scribacchino / blogger 😉

      • (S)punto di (s)vista

        Andrò a vedere. Dalla presentazione mi sembra un antieroe il tuo protagonista. Scusate, ancora. Non avevo detto a chi mi riferivo. Mettendo sotto il commento di Ariano l’ho dato per scontato. Non mi pare che sei solo uno scribacchino, se lo sei, stai a un livello alto, da come leggo.

  2. (S)punto di (s)vista

    Eccesso di ingenuità o semplicemente non avvertire il pericolo. La stessa cosa. Paura di confidarsi o far rapporto. L’ unico sfogo lo fa con il danese, che, nuovamente lo avverte. È un ragazzo molto giovane. L’età non aiuta.
    Nella descrizione di Billy davanti all’altro marinaio, Melville è bravo a farci trasmettere la sorpresa di questo incontro mista a paura.
    Sono più avanti e altre sensazioni saranno descritte. Melville le trasporta al lettore molto bene. Almeno per me che oggi ho chiuso il libro dopo aver provato un senso di sconvolgimento.

  3. iara R.M.

    Non so… a me il personaggio di Billy ha sollevato non so più quante domande. Mi è risultato davvero difficile accettarlo così, com’è mostrato nelle pagine. Ok, è bello, buono, emotivamente non turbato da un passato di cui non sa nulla, accetta decisioni sulla sua vita senza protestare, non vede il male in niente e nessuno, non crede e non dubita. Passivo o impermeabile a tutto quanto gli accade. Io, lo ribadisco: ho fatto molta fatica a concepire una persona così, anche se in una invenzione romanzesca. Possibile che in Billy tutto il conflitto si riduca a un’alzata di spalle? Come dire: Boh… Chissà perché mi hanno svegliato in piena notte per farmi una proposta sovversiva. Meglio far finta di niente. Tacere. Non sia mai che qualcuno possa pensare che faccio la spia! Eh, ma il senso di giustizia? Lascia che le cose accadano senza agire. Non fa nulla! No, io non lo concepisco. Non si tratta di essere buoni, ignoranti o furbi. Si tratta di avere una coscienza viva che reagisce alle cose mossa da sentimenti, ideali, buoni o cattivi che siano.

    • Non a caso l’ho paragonato a una pecora, animale buono, mite ma senza nerbo. Ideale per un sacrificio, ma mancante di personalità. Ecco, l’avvenente marinaio sembra un personaggio ma non una persona. Anch’io resto perplesso della scelta di Melville.

      • iara R.M.

        Io non scrivo, questa mi sembra una premessa importante da fare. Però, se dovessi decidermi prima o poi a narrare di qualcosa mi piacerebbe dare vita a personaggi presi direttamente da quel mondo di passioni che mi si agitano dentro. E dentro di me c’è amore, odio, rabbia, trasgressione, cattiveria, senso di giustizia, desiderio di demolire le ipocrisie, le apparenze, quelle regole che non servono a vivere meglio, ma solo a incasellare ogni cosa in un settore riconoscibile. Ognuno di questi aspetti racconta una persona diversa messa davanti alle medesime circostanze. La bontà di Billy è raccontata, ma è fatta agire? Davvero una persona buona farebbe finta di niente? Billy è più buono o più inconsapevole? La figura di Claggart, mi sembra molto meglio delineata. Lui, ha una natura malvagia che nasconde benissimo e che farà agire prontamente al momento giusto. Una malvagità magari non spiegata fino in fondo, ma che si arriva a percepire ugualmente. Il suo pensare e le sue azioni sono coerenti. Da un cattivo mi aspetto un comportamento da cattivo. Lo stesso capitano agirà secondo i suoi principi. Billy è un pezzo di legno, ecco. La sua voce non la sento, resta distante in tutta la narrazione. Mi sarebbe piaciuta la paura, il coraggio, il rimpianto… mi sarebbe piaciuto trovare quelle emozioni che rendono vive le persone e i personaggi delle nostre storie.

  4. iara R.M.

    PS.: Però, Billy più avanti farà una cosa (forse l’unica) che mi è piaciuta. 🙂

  5. (S)punto di (s)vista

    È pur vero che Billy è la bontà fatta persona, ingenuo eccetera, ma credo che sia proprio questo ciò che rende il romanzo riuscito. Se mettiamo sempre nei nostri scritti una persona sicura, scaltra, che sa fare la cosa giusta non sarebbe questa la storia. E anche da lettore mi annoierebbe una persona che sa cosa fare. Pensiamoci un attimo. All’età di Billy, dentro una nave, con un carattere mite e mai malizioso come avremmo reagito? Io come Billy, sono sincera. Non ha avuto il tempo di maturare e non vede il male, purtroppo.

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