Matti in scatola

Io, da bambino, in una scatola, per gioco, mi ci sono chiuso.

Grilloz

 

Post scriptum: Invitiamo sempre i nostri pazienti a riandare con la mente all’infanzia, per ritrovare quella perduta felicità che la Recherche non può certo offrire. Perciò, quando stamattina un matto ha inaspettatamente sporcato il muro della Scuola Santa Rosa con quella frase sbucata dal nulla ho vietato agli inservienti di rimuoverla. Chissà se altri ospiti, leggendola, faranno riemergere dall’inconscio qualche episodio dei primi anni di vita che ridia loro serenità, anche se per qualche ora soltanto. Tentiamo, non nuoce.

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20 commenti

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20 risposte a “Matti in scatola

  1. Tiziana

    Ma chiuderlo dentro ora a Grilloz in quella scatola? Una follia? 😁
    Io andavo dietro casa a infrattarmi o nel sottoscala.
    Nella scatola avrei sofferto di claustrofobia.
    Che carina questa cosa. Non parliamo mai di noi da piccoli.
    Voglio tornare bambina!

  2. Grilloz

    E tutto senza neanche mangiare le madeleine (che, tra l’altro, neanche so che sapore abbiano)

    • Ma sono buonissime, le trovi anche col nome di Nanette al supermercato io le adoro.

      • Grilloz

        Al supermercato tedesco non trovo manco i bucaneve 😀

      • Confermo. Scorpacciate di barchette (non le chiamavamo così) proprio quando ero piccola. Ecco, a proposito di scatole, mia madre metteva sotto chiave biscotti e cioccolata se no duravano da Natale a S. Stefano in casa mia. 🙂

  3. Tiziana

    Si sta come a primavera nella scatola un gatto.
    Oppure:
    Si sta nella scatola un gatto a primavera.
    O…
    Si sta…eccetera, eccetera.
    Miao! Emh… ciao!

  4. Simona C.

    Io da bambina sono saltata in braccio a mio padre che riposava su un’amaca. E l’amaca è crollata.

    Vacanza in Puglia, dovevo avere meno di cinque anni perché mio fratello non era ancora nato.
    🙂

  5. Io in punizione in un angolo, faccia al muro, per aver morsicato la mia sorella gemella (che ha sempre prevaricato tranne in questo caso) ferma immobile, obbediente alle parole di mia madre “e non ti muovere finchè non te lo dirò io!”
    Dopo parecchio tempo le chiedo “posso muovere almeno un piede?”
    Ha fatto storia.

  6. Io con le scatole di scarpe ci facevo le stanze della casa delle barbie: le mettevo una sull’altra e tra un piano e l’altro ci facevo le scalette: piani superiori stanze da letto, piani inferiori bagno, soggiorno e cucina. Che belloooo

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