Doppia copia, di Flaubert e Faé Helgaldó

Si abbracciarono al di sopra della tavola, quando scoprirono che erano entrambi copisti, Bouvard in un’azienda commerciale, Pécuchet al ministero della Marina.

 

Gustave Flaubert

 

 

Sandra Faè è una scrittrice mai emergente, che pubblica con una piccola casa editrice di Firenze, GoWare. Mille copie vendute su Amazon o zero, fa lo stesso: resta sempre in un sottobosco letterario. Stanca di questa prospettiva, decide di imbucarsi a una festa privata a casa di Gian Arturo Ferrari, direttore editoriale Mondadori, per incontrare qualche personalità dell’editoria a cui far leggere l’ultimo suo inedito, destinato inizialmente alla solita GoWare. Per imbucarsi meglio acquista una borsa di Prada da urlo, sperando che l’aiuti a confondersi tra gli ospite. Mette il manoscritto nella borsa e in effetti riesce a entrare alla festa dove nessuno le rivolge la parola. A un faccia a faccia con Dacia Maraini, entrambe le donne scoprono di avere la stessa borsa. Sandra legge nel pensiero della famosa scrittrice: e tu chi cavolo sei? Disperata si butta sui cocktail.

L’alcol le dà la il coraggio di tentare un colpo. Sostituire le borse, in modo che Dacia Maraini possa leggere il suo libro. Fa lo scambio in un momento che la borsa si stacca dalla mano della scrittrice e lascia la festa di corsa. Rovistando nella borsa della Maraini a casa, si accorge che all’interno c’è un romanzo inedito della famosa scrittrice. Lo legge nella notte e alla mattina decide di partire con l’Orso, il marito, verso la Valtellina per isolarsi da connessioni internet, giornali, tv e riscrivere il romanzo a nome proprio.

Nelle tre settimane successive tra i monti Sandra lavora ossessivamente al romanzo, lasciando trama e personaggi, ma riscrivendo il testo secondo il suo stile. L’Orso tenta di dissuaderla da questa evidente illegalità, ma Sandra è intenzionata a proseguire. Nelle pause della lavorazione ogni tentativo dell’uomo di portarla alla ragione fallisce. Sandra vuole sfondare costi quel che costi. Anche un’accusa di plagio, di sottrazione di opera, la porterebbe paradossalmente sulle prime pagine dei giornali e da Fazio, dandole quella visibilità che da sempre viene negata a chi non ha entrature nel mondo dell’editoria. Il rapporto con l’Orso va in crisi, a nulla servono le cenette romantiche e i ricordi di quando le piaceva solo scrivere, momenti che il marito tenta di rammentarle. Quando chiede all’Orso, a stesura quasi terminata, di contattare qualche bravo avvocato esperto in copyright, presagendo le conseguenze del suo gesto, l’Orso tenta l’ultima carta: farò quello che vuoi ma contatterò anche un avvocato divorzista, è questo che vuoi al tuo ritorno a Milano? Sandra non risponde e si chiude nello studio per terminare il romanzo. Sente la porta che si chiude, l’Orso che avvia l’auto, la loro storia è terminata. A Sandra non resta ora che scegliere il titolo del «suo» romanzo. Difficili decisioni definitive.
Torna quindi a Milano, dove l’Orso ha già svuotato gli armadi, e manda il romanzo a GoWare. Nessuna notifica da carabinieri o avvocati, per ora. Ma qualche giorno dopo squilla il telefono, sarà la Maraini? No, è l’editore entusiasta del suo libro: ha deciso di investire tutto su di lei, tenta il colpo grosso per portarla, come lei ha sempre desiderato, anche sugli scaffali dell’Esselunga. Dovrà essere il caso editoriale dell’anno. Ora Sandra è sicura di finire davvero sulle prime pagine, e perdere tutto ciò che le è rimasto.

Difficili soluzioni definitive fa il botto. Scala le classifiche sulla Stampa e Il Corriere e si piazza al primo posto. C’è la fila dei giornalisti che la vogliono intervistare e la contatta anche la redazione di Che tempo che fa. Più si sale, più si andrà a fondo. L’Orso non si fa vivo. La settimana è piena di appuntamenti con i big dell’editoria. GoWare comunica a Sandra che è chiamata come relatrice a un dibattito nel padiglione autori del Salone del libro di Milano, a discutere di letteratura al femminile. L’altra relatrice sarà la Maraini. Sandra suda freddo, teme la gogna mediatica in presa diretta. Decide però di partecipare e andare incontro al suo destino. Va a letto e non vorrebbe più svegliarsi. Ma la mattina dopo GoWare telefona alle otto: per la seconda settimana Sandra è in classifica, al secondo posto: prima la Maraini, con Collegafigo, l’inedito di Sandra. Le viene un colpo, ma non può parlarne con nessuno, solo l’Orso sa e il suo telefono è sempre spento.

È giunto il giorno del Salone. Sandra si prepara e parte. Decide di prendere la borsa, per restituirla alla Maraini. Eccola al tavolo, la Maraini tarda – un contrattempo, dice l’organizzazione –. Sandra spera che non venga. Ma mentre sta già parlando del «suo» libro, l’altra arriva e le si siede a fianco. Sandra non ha neppure il coraggio di guardarla, poi guarda la borsa, questa è la sua sua, che la collega più famosa ha portato con sé. La prima domanda che fanno alla Maraini è se l’è piaciuto il libro di Sandra: bello, l’avrei voluto scriverlo io. Ma sono qui per parlare del mio, e non del suo. Ora si guardano e si dicono tutto con gli occhi. La conferenza è un successone. Sandra sta per andare via con l’editore quando, in fondo alla sala vede un Orso. Lo raggiunge, gli implora di tornare a casa. Non lo so – la sua risposta –, dovrei digerire prima l’ingannevole mondo dell’editoria, ti va un aperitivo?

 

Sandra Faé Helgaldó

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12 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

12 risposte a “Doppia copia, di Flaubert e Faé Helgaldó

  1. Ho amato molto questo pezzo, non so perchè tu abbia deciso di ripubblicarlo oggi, ma l’ho riletto assai volentieri.
    Ero al salone, ma da lettrice, perchè sono ancora nella zona d’ombra, però mi sono divertita un sacco e vedendo un autore sconosciuto, di una piccola casa editrice che nessuno si stava filando, con un cartello “copie autografate” mi ha fatto una gran pena, sinceramente, quanta fatica, quanto più bello e soddisfacente è essere solo lettori.

  2. Tiziana

    Me lo ricordo il tuo pezzo, Sandra. Veramente godibile.
    Sullo stesso scaffale bisogna leggere bene i nomi, se le copertine sono simili. Ora non mi ricordo chi aveva messo un link con le copertine uguali veramente pubblicate. Si palesi perché è qualcuno dei nostri. Non ho memoria, scusatemi.

  3. Tiziana

    Mi sono ricordata il link, ma non chi lo avesse già messo a suo tempo in un’altra chiacchierata. Non ero io, non sono ancora così “rimbambita” da non ricordare i miei commenti. Però… potrebbe succedere.
    https://copertinedilibri.wordpress.com/

  4. Visto che per ora il plagio va di moda, mi pare perfetto! 😉

  5. Bello bello. Riletto con piacere.

  6. A proposito di autori emergenti, ti consiglio caldamente questo splendido libro: https://wwayne.wordpress.com/2017/04/30/febbre-da-concerto/. L’hai già letto?

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