Scrivere da matti

«Tutti quelli che scrivono sono un po’ matti. Il punto è rendere interessante questa follia».

François Truffaut

 

Post scriptum: da quando abbiamo distribuito le matite per renderli innocui i nostri pazienti scrivono, scrivono, scrivono. Ho letto anche qualcuno dei loro sfoghi: compensano con l’estensione la mancanza di profondità. Nulla di interessante, quindi. Ce ne sono però due o tre, da monitorare con attenzione, che scrivono poco o niente: questi sono i più a rischio per sé e per gli altri, bisognerà  sedarli farmacologicamente.

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7 commenti

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7 risposte a “Scrivere da matti

  1. Tiziana

    Devo ancora capirlo io se quello che annoto è scrivere. Se non lo è, scrivo poco o niente. Sento già l’effetto dell’iniezione.

  2. Grilloz

    Anche leggere è un po’ folle, con tutte le cose che si potrebbero fare…
    ZZZ

    • Tiziana

      Pensa chi legge e scrive quanto tempo perde…
      Zzzzzzz… gnam… (non mi viene il suono dei passi per andare a fare una passeggiata) 😛

  3. La sedazione riduce al silenzio.
    Invece occorre lasciarli liberi nel parco e armarsi di fionda e ricci di castagna. E prendere la mira. Chissà, magari si imparano anche tante parol(acc)e nuove! 😀

  4. Dovrò essere sedato?
    Solo all’idea sono tutto sudato.
    Sarà meglio che mi metta seduto.

  5. Tutti quelli che pazziano sono un poco scrittori: il più sta a rendere interessante questa scrittura.
    Helgaldo

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