Post per 7,477220 miliardi di lettori

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23 commenti

Archiviato in Dove vanno le parole

23 risposte a “Post per 7,477220 miliardi di lettori

  1. Tiziana

    La giornata degli emoticons?

    • Il linguaggio del futuro, anzi del presente.

      • Ho visto questa immagine del mondo oggi, ma non mi ricordo dove. Inoltre, mi pare che sia proprio la giornata degli emoticons. Io preferisco di gran lunga le parole, se possibile il suono, ma anche scritte.
        Si usano quei disegni, ma vuoi mettere le lettere?

      • Eppure tanti usano questi geroglifici moderni per esprimersi con più immediatezza che con le parole.

      • Forse per sbrigarsi e “sbolognare” un discorso. Se devi raccontare qualcosa, come faresti?
        Non dico che non li usiamo, ma equivale a non voler approfondire il discorso. È come il ciao frettoloso contrapposto al dialogo seduti uno di fronte l’altro. Dipende dall’uso. In messaggistica è quasi la prassi. Sui Social idem. Ogni tanto pure per commentare nei blog, per acconsentire senza aggiungere altro. Se chiude un discorso, ci può stare. O no?
        😊

  2. Simona C.

    Probabilmente, in origine, servivano a specificare l’intenzione di un messaggio breve, sostituivano l’espressione del viso e il tono di voce. Poi hanno sostituito direttamente le frasi, perché finiamo sempre per esagerare, per accomodarci sulle scorciatoie.
    … finché un giorno nessuno fu più capace di esprimersi a parole e si tornò alle caverne, linguaggio di gesti e pitture rupestri. Evoluzione o involuzione?

  3. iara R.M.

    Comunicazione evoluta?
    🗨️ 🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔
    🙄 🗯️
    ….. ????
    ☠️.

    📝
    🙂 💨

  4. ♥️♥️♥️♥️♥️

  5. L’ultimo che mi ha risposto via uozzapp con il pollicione giallo alzato non è più tra i miei contatti (sì, certo, anche per altri motivi ma visto l’uso di questa icona l’eliminazione è stata più rapida e meno sofferta).

    • Il ” mi piace” può far danni: per esempio se il lui è sposato e ci prova spudoratamente. Se non gli dai peso, vedi come spariscono i pollici alzati. Si eliminano tante di quelle persone, ma non per le emoticon in sé.
      Pure le parole creano dei malintesi, purtroppo non sempre si può chiarire a voce. Tra il silenzio e le parole non dette ( che vorresti leggere) ben venga una faccina sorridente. C’è sempre il giusto uso e il buon senso.

      • Non mi riferivo ai “Mi piace” su FB ma all’uso dell’icona pollicione giallo alzato per dire ok. Che fra l’altro il colore in molte si può cambiare (e almeno quello indica un’attenzione). E, comunque, se del caso (il lui è sposato e ci prova spudoratamente) non ne faccio una questione etica o morale rispetto al matrimonio o al rapporto di coppia. Anche se questo mi sembra un OT.

      • Anche ok se vai a guardare non è neppure in italiano.
        Dipende dalla fretta, secondo me.
        Se ho tempo, ho voglia di scrivere per bene e in italiano.
        Il pollice lo uso dopo una miriade di messaggi sui gruppi di scuola di whatsapp in cui per spiegare fai prima a telefonare e allora pollice tutta la vita, anche se è più per quieto vivere.
        Lì ne avrei da dire. Oltre le emoticons, la lingua italiana viene distrutta.
        Vorrei uscirne prima possibile.

  6. iara R.M.

    Seriamente, a me piacciono le faccine, le trovo divertenti e compensano in parte l’assenza di tutti quei riferimenti non verbali che abbiamo in una comunicazione diretta. Certo, potrei anche scrivere: sorrido mentre scrivo, scherzo (occhiolino), ma sinceramente, non mi sembra così grave sostituire queste frasi con una emoticon. L’abuso anche di parole non è mai positivo. (Sorriso)

    • Le faccine che accompagnano il testo sì. La punteggiatura anche però. Le parole come minimo. E no, una chat scritta tra abbreviazioni (che scrivere risposta al posto di risp non ti toglie un anno di vita) e conferme a mezzo pollicione giallo alzato, no davvero, proprio no. (Michele tieni il conto dei “no”.)

    • Concordo Iara. In pieno. Sono utili a dare un tono o un accento alle parole scritte che spesso sono piatte ed equivocabili.

      • Li usiamo un po’ tutti (vedi pure commenti sopra), ma c’è chi ne abusa.
        Le parole non sono piatte se ben scritte e solo faccine per parlarsi o poco ci manca mi sembra sciatto.
        Nel mezzo sta sempre la verità.
        P.s. delle belle parole non ci si stanca. Dipende pure ciò che ti viene detto.

  7. Dicono che emoticon ed emoji siano la nuova forma di comunicazione. Chissà se i blog del futuro avranno post come quello di qui sopra, che tra l’altro è molto molto interessante…

  8. Luz

    Spero ardentemente di non ritrovarmi in un’era in cui la parola sarà sostituita da questi cosi, che per altro sono stati inventati a supporto della parola e non per sostituirla. Certo è simpatico il constatare che è come ricavarne una o più frasi a un’osservazione attenta.
    Ho una cognata che nel gruppo di famiglia su wozzap risponde col pollice alzato a ogni mia novità riguardante il teatro. Semplicemente odioso.

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