Metà piena, metà vuota

Ricevo e pubblico senza aggiungere una virgola:

 

Mia dolce metà,

quando ti ho lasciato la mano nel parcheggio e sono salito in macchina sono rimasto a guardarti mentre facevi il giro e passandomi davanti mi hai suonato salutandomi mi sono messo in moto e ho guidato fino a casa coinvolto ancora da tutta l’eccitazione del nostro incontro ho preso una birra mentre accendevo il computer sentivo ancora il profumo della tua pelle e il tuo corpo sul mio la mia bocca era umida del tuo sapore e non ho voluto bere la birra che me l’avrebbe portato via e ho avuto la gran voglia di cercare il tuo nome su google e di vederti sullo schermo eri persa tra altre donne che hanno il tuo stesso nome ma tu sei diversa e sorridevi con lo stesso sorriso di quando facciamo l’amore in quella camera ho cliccato sulla foto perché volevo ingrandirla e mi è apparsa una pagina e scorrendo con la rotella del mouse per ritrovarla c’era un video stupidamente preso dalla felicità del nostro incontro appena concluso ci ho cliccato sopra ed è partito c’eri tu con una musica romantica di Vasco in sottofondo che sorridevi sempre c’erano tante foto non finivano più ma non eri sola c’era sempre lui vicino a te abbracciati ridevate facevate le boccacce vi baciavate al mare al lago in montagna al ristorante sul vaporetto in spiaggia a Vienna al tramonto il video durava un casino scusami se non l’ho visto fino in fondo ma cazzo sei sempre tu e tuo marito nelle foto non mi sembra che te la passi così male come mi dici dopo che abbiamo fatto sesso per due ore quando sfiniti guardiamo il lampadario di Murano della camera d’albergo non mi sembra che stai tanto in crisi che non parlate più vivete come due fratelli non fate sesso che lui è la tua prigione a me sembra invece la tua metà piena mentre io ti vedo solo per tre ore al lunedì pomeriggio in un motel con il portiere che mi dà le chiavi e mi dice che la camera deve essere libera massimo per le sette le prime volte non ce lo diceva ho capito allora che sono solo un uomo da materasso il tuo sfizio del lunedì che durerà finché durerà e allora mi bevo la birra per allontanare il tuo sapore mi sento morire e vorrei immediatamente scriverti una mail di quanto mi fa male averti visto con tuo marito che neanche sapevo com’era in un video così cretino che però per voi dev’essere importante significherà molto se l’avete messo su youtube perché tutti quelli che conoscete possano vedere come vi volete bene ora l’ho visto anch’io solo geloso di rabbia e ti lascerei oggi stesso se avessi la forza invece lunedì verrò come al solito al parcheggio del motel e non ti dirò nulla mentre saliremo in stanza e più ti sorriderò a letto e peggio mi sentirò dentro starò di merda e me lo merito non mi merito altro questo è tutto quello che mi merito volevi leggere qualcosa di nuovo e originale sull’amore Helgaldo te la dico io allora una cosa nuova sull’amore vorrei che quando in quel letto mi parlerà del suo matrimonio a rotoli dopo avere scopato per due ore mentre guardiamo il soffitto il lampadario si staccasse e mi cadesse in testa vorrei morire così nudo come un verme per amore di una donna che torna a casa prima delle sette per preparare la cena alla sua dolce metà piena.

Annunci

24 commenti

Archiviato in Trame e personaggi

24 risposte a “Metà piena, metà vuota

  1. Senza aggiungere una virgola… sì, ma le hai tolte tutte, però.

    E per la serie Racconti diVersi all’incontrario:

  2. Lei, la solita troietta che si lamenta per niente, lui il solito fessacchiotto.
    Storia trita, però mi è piaciuto leggerla.

  3. Il lampadario reggerà e la storia andrà avanti fino a quando
    A lei si trova un altro
    B lui invecchia (molto dipende dall’età di lui) e non avrà più tanta voglia di scorribande che l’uomo in media è pantofolaio
    comunque destinata a finire miseramente
    per non dire che lei a un certo punto si stancherà e andrà in giro sbandierando ancora di più di quanto non faccia ora, quanto forte e bello è il suo matrimonio. Già vista pure questa.

  4. Sul pezzo in sé: quello che m’è piaciuto è il ribaltamento dei sentimenti tra l’inizio e la fine, che denota una buona capacità di costruire una storia. M’è piaciuta meno l’inversione nettissima dei cliché di genere, che rende il brano una esecuzione un poco scolastica di quello che si chiama “gender bender”. Tutto questo mi ha allontanato dal racconto perché m’è parso di percepire un’atmosfera finta, quasi di plastica. Anche la scelta del flusso di coscienza come strumento narrativo poteva essere resa meglio: non basta evitare la punteggiatura e alcune frasi, per essere comprese, vanno lette più volte. Un esempio molto buono – da copiare – è in “Cartongesso” di Francesco Maino, per Einaudi.
    Mi piacerebbe che l’autore/autrice, direttamente o attraverso Helgaldo, ci dicesse perché ha scelto di raccontare proprio questa storia.

    • Chi ha scritto il brano avrebbe voluto partecipare a “Sostiene l’autore”, ma trovando il “chiuso per ferie” ha scelto un’altra strada.

      • Tiziana

        Sarà che sono abituata a dare giudizi e riceverli sui manoscritti, non mi fa paura dire apertamente il mio parere o riceverlo. “Sostiene l’autore” è buono per avere chi ti legge, cosa non sempre facile da trovare. C’è di contro che l’anonimato ti giustifica nell’essere più severo, se ti va. Essere giusti, con firma o meno vale sempre, ma vai a capire.
        Per brevi testi, puoi anche venire accordato nella lettura e, ricordiamoci, che niente è dovuto. Io ho sia letto che inviato, ma non diamo per scontato che saremo letti. È una grande cortesia, specie se non è di poche battute.
        Per chi non è abituato non è facile essere giudicato, ma se non lo fai, non crescerai mai.

      • L’estate è sacra e io ho bisogno dei miei scampoli d’assenza, come recita Rapput 😉
        Poi è chiaro che quello sopra è il mio giudizio e ha lo stesso valore di una opinione qualsiasi, con l’unica differenza che pur nella brevità ho cercato di motivarlo.

  5. Tiziana

    Perdonatemi, vado di corsa. Devo leggere il testo. Posso sapere di più di Francesco Maino e il perché sia un buon esempio?
    Lo chiedo perché sto scrivendo altro e m’interessa , ma non ho fatto il testo postato da Helgaldo. Lo giuro su chi volete.

    • “Cartongesso” di Maino è un romanzo scritto tutto, dall’inizio alla fine, con la tecnica del flusso di coscienza. Ammetto di non averlo letto tutto solo per mancanza di tempo, perché la parte che ho letto è splendida; prima o poi lo finirò.
      Per completezza, mi hanno detto che le prime 100 pagine sono le migliori. A patto di reggere pagine e pagine così, cosa non per tutti i palati.

      • Tiziana

        Dura da leggerlo, ma pure da scriverlo. Devo dare un’occhiata, non posso stare con questo tarlo. Grazie.

  6. Questa è un helgaldata.
    Dillo, l’hai scritto tu questo brano, per saggiare le nostre reazioni.
    Sono per le storie tradizionali, in tutti i sensi. 😉

  7. Mi dispiace se vi ho lasciato in sospeso, ma sono rientrato solo ora e ho visto la mail dell’autore (di uomo trattasi) che giaceva in posta da ore. Faccio da mediatore perché dice di aver messo su carta, invitato dal mio post di qualche giorno fa sul tema dell’amore, una sua esperienza di parecchi anni fa, che non ha mai potuto sfogare. L’orario della risposta è successivo ai primi interventi di Michele e Sandra. Dice che l’unica «fantasia» vera consiste nel lampadario di Murano; che non aveva nessuna intenzione di scrivere un flusso di coscienza, se si ripristinasse la punteggiatura risulterebbe una normale prosa. Aggiunge che non si è verificata né l’ipotesi A né B (potremmo noi cercarne altre lavorando di fantasia, ndr), che il giudizio di fessacchiotto e di troietta è un po’ troppo severo perché nella vita ci sono molte più ragioni e sfumature che non sui libri, ma che capisce il senso dell’intervento; che non sa cosa vuol dire gender bender, e gli piacerebbe saperlo. Ringrazia infine tutti per l’attenzione che gli avete concesso su qualcosa che gli è successa veramente.
    C’è anche un post scriptum: non era nell’intenzione di quando ha inviato la mail, ma ora è incuriosito se il suo modo di raccontare è piaciuto o no.

  8. Tiziana

    Questo post lo trovo fantastico. Come dicevo sopra, ho del materiale attraverso il tuo racconto, caro anonimo (veneziano?), grazie ai commenti di tutti, soprattutto di Michele citando “Cartongesso” per qualcosa che avevo iniziato a scrivere. Niente di pretenzioso, ma credo che siamo in due, anonimo. Io non mi prendo sul serio, se viene qualcosa di ben scritto, sarò soddisfatta, altrimenti sarà uno sfogo, come penso sia il tuo testo. Niente di più. Hai riportato un tuo fatto personale e questo è buono per se stessi, non per farlo leggere, per lo meno non così. La punteggiatura la metterei, non è prosa, ma un modo per leggere meglio. Non perché sia un flusso, debba mancare del tutto. La storia, al di là che è troppo personale (inventa qualcosa che non hai fatto, qualche particolare diverso), deve essere aggiustata. Mettiti allo specchio, non sopra i fogli, fai finta di recitarla, la diresti così? Pensa a Molly Bloom di Joyce. Il pubblico (lettore) deve capirti, non avere sommari pensieri sconnessi. La storia, se aggiustata, ci può dare qualcosa di buono. Cambia il lui, un particolare. Io aspetto che la riscrivi. Sono fiduciosa.
    Comunque sì, c’è sempre qualcosa di nuovo da dire sull’amore.
    Ti consiglio però di essere più distaccato e di non riportare mai per filo e per segno tutto quello che ti accade, prendi spunto, ma fai vivere i personaggi a modo loro.
    Scusate il poema. Spero sia utile il commento come per me lo è stato il post.
    Ti auguro più fortuna, caro anonimo… anche in amore, non solo col racconto.

  9. No il flusso di coscienza non mi conquista forse ma solo forse riesce a raggiungere una sua efficacia in un brano breve qui ha rappresentato il tocco non classico di un racconto che altrimenti sarebbe stato ordinario e lo ha reso particolare la storia autobiografica peraltro ma poteva non esserlo anche con lo scambio di genere e ribaltamento di cliché resta una storia per nulla straordinaria ci sono donne che vivono esperienze struggenti con uomini già impegnati e ci sono uomini che soffrono in amore per lo stesso motivo non vedo cliché e contro cliché o meglio vedo il cliché in entrambi i casi sì direi che l’idea dell’assenza della punteggiatura a sottolineare il flusso di coscienza mi piace decisamente meno in genere la lettura stanca per questo dico che su un brano breve può andare bene ed essere tollerata ricordo ancora la mia fatica giovanile in mezzo alle paturnie di Joyce e non so se leggerei mai il libro citato da Michele è una struttura che mi distrae nel tentativo di mettere in ordine i concetti quindi quei concetti mi arrivano rallentati e io non entro con tutt’e due i piedi nella storia resto lì a legare frasi senza godermi la lettura

    Tuttavia, caro anonimo, credo che il brano sia scritto bene e, nonostante tutto, mi è piaciuto.

  10. Simona C.

    La misura è giusta perché il lettore non anneghi nel flusso, ma lo segua senza fatica. Mi incuriosisce “Cartongesso”, per andare lontano come un romanzo in questa maniera ci vuole una grande abilità. Qui, è vero, mancano le sfumature, ma non è un ragionamento, è solo una delle direzioni che poteva prendere il pensiero. Il dettaglio del lampadario mi è piaciuto tanto perché ho immaginato una scena splatter per finale: vetri e schizzi di sangue sulle pareti e in faccia a lei, tipo un episodio di CSI ma diretto da Sam Raimi. Qui, però, siamo nel realistico, pure autobiografico, allora finisce che lui la sposa, felice che i sogni si avverino, e poi comincia a chiedersi se quel corso di yoga di tre ore ogni lunedì…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...