Sono pronto per uscire

«Accendo la televisione dal letto. Cinque morti nel crollo di una palazzina, un treno deraglia a Marsiglia, l’incidenza delle malattie cardiovascolari sulla mortalità precoce, due impiccati nella stessa mattina in un carcere della Virginia, l’aumento della disoccupazione come fenomeno stabile, bambini di sei mesi impiegati in videotape a luci rosse.
Spengo la televisione. Mi alzo. Sono pronto per uscire».

Questo breve passaggio di Giuseppe Pontiggia, di cui ho comprato due libri l’altro giorno – e di questo acquisto ho parlato nel post precedente – è un esempio virtuoso di quello che intende Kafka paragonando il libro all’ascia per rompere il cuore di ghiaccio dentro di noi, a cui ho accennato due post fa.

Quello che stai leggendo ora è il post numero 1000 di questo blog, ed è anche l’ultimo che scriverò. È il suo limite superiore. Ma se nell’immagine di Pontiggia, così asciutta e precisa, una parte di te si è specchiata e ti fa inorridire, potresti allora avere la curiosità di sapere in quali circostanze è maturato l’acquisto del libro, circostanze che trovi appunto nel post 999.

Se invece vuoi incrociare l’ascia per il cuore di ghiaccio dovrai scendere ancora un gradino, e aprire la porta del post 998. Scendere ulteriormente è solo una tua scelta, magari legata a semplice curiosità per un blog che si può leggere al contrario, anche solo per scoprire che cosa è successo prima.

Però potresti anche saltare, ti basterebbe immettere nella stringa di ricerca una parola che ti interessa, o viaggiare per argomenti, e ritrovarti in un mondo che è stato in parte scritto, ma è ancora tutto da scrivere. Potresti materializzarti nel post 658 e decidere di risalire; 34 e decidere di scendere. Vedi tu se perderti o no in questo labirinto, dove in molti si sono già persi prima di te, e di cui puoi osservarne gli scheletri dei pensieri nei commenti. Incatenati, giacciono lì per sempre.

Mi alzo. Sono pronto per uscire. Vado a scrivere altrove.

Se passando di qui ti senti pronto per entrare e leggere anche solo per un’ora in questo labirinto, la porta numero 1000 è sempre aperta. Le altre, se ti interessa, le dovrai spingere tu.

 

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13 commenti

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13 risposte a “Sono pronto per uscire

  1. Che dire? Spingerò a ritroso perché il tuo blog è uno dei migliori che ho frequentato. L’ avventura qui è iniziata “per caso” da luglio 2016, non da molto, ma è stata un’esperienza intensa e produttiva. Non credo conti da quanto si sia presenti, ma come. Non scrivo oltre perché, per fortuna, l’emozione non traspare da lontano. Dico solo questo: grazie di tutto.

    Un abbraccio grande.

  2. iara R.M.

    Sono arrivata qui decidendo volontariamente di perdermi a Montmartre; poi, mi sono persa tra le riflessioni, le storie, gli esercizi di scrittura, le letture condivise. Esperienze e discussioni che per conoscenza e cultura non sempre ero pronta ad affrontare, ma che proprio per questo mi hanno insegnato tantissimo. Chi sa risvegliare la coscienza o anche solo la mente dal letargo dell’abitudine e da tutto ciò sembra scontato, fatto e confezionato non dovrebbe alzarsi e uscire per andare altrove; o forse, sì. Ma spesso, si parla solo per egoismo. Questo per dire, che il tuo modo di riflettere la vita in queste pagine mi mancherà. Resta tutta la storia e la porta di quegli “equilibri precari” che spero, lascerai socchiusa. Ciao. 🙂

  3. Simona C.

    Per mille volte sei stato nostro, per questo si usa dire “grazie mille”? 🙂

  4. Questo blog mi ha dato molto, anche se negli ultimi tempi ho faticato a trovarmi allineata con i suoi pensieri, non posso che ringraziarlo per le argute riflessioni, gli spunti letterari che più di una volta ho utilizzato con piacere nei miei scritti. Chissà se la vita ci farà incontrare ancora? Se vuoi sai dove trovarmi. Un abbraccio

  5. Ma no!!! Dopo Salvatore anche tu?
    Lo so, dovrei ringraziarti per i mille post, però mi assale la tristezza…

  6. Mille e non più mille.
    Così Seneca riporta le parole di Leonida alle Termopili:
    «A nessuno la natura ha concesso la vita eterna. Dunque desideriamo spesso la morte: del resto essa ci conduce ad una pace sicura. Per la gloria, invece, non esiste nessuna fine!»

  7. violaemi

    So che dovrei dire solo grazie o al massimo tacere. E invece, egoisticamente, mi viene solo da bofonchiare uffa. Conto su quel Vado a scrivere altrove.

  8. Sono a lutto.
    Dimmi che quel “da dove sto scrivendo” diventerà “da dove scriverò”

  9. Peccato, per fortuna, come dici tu Helgaldo, posso andare a ritroso.

  10. Luz

    Uhm… perché ci vedo uno di quei coup de theatre che solo chi destreggia bene la parola è in grado di ordire? Là per là mi spiazza ‘sta cosa, poi penso che avverto in te, pur “conoscendoti” da poco, un’urgenza che non può terminare così e che credo non terminerà affatto così.
    Credo che tu abbia trovato un modo per chiudere un’esperienza che ha terminato il suo percorso, che ha detto tutto, mentre sei pronto, o forse non per ora ma presto, a ricominciare Altrove, magari sotto nuove spoglie. Se così è, non solo mi è di conforto, ma alla maniera di noi guitti mi inchino, mentre immagino un applauso in sottofondo, per chi con 1000 post ha inventato forse un modo nuovo di fare blogging.
    Ti dedico una delle descrizioni che fa di sé Cyrano, perché quel “pennacchio di franchezza” mi ricorda il tuo modo di scrivere e di essere.
    Ciao, Hel.
    “…Ma è moralmente, che sono un figurino. Io non uscirei mai, sì, per negligenza, un affronto non ben lavato, la coscienza, gialla ancor di dormita, nell’angolo dell’occhio, con l’onore gualcito, gli scrupoli in ginocchio, ma io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma d’indipendenza, pennacchio di franchezza”.

  11. Anti blogger 11

    Chapeau con riverenza. Esser antiblog è il mio talento naturale. Mi muovo in luoghi colmi di saggezza, ma è la prima volta che mi imbatto contemporaneamente in due rappresentazioni autentiche (l’altra è del Marco Lazzara). Se lo riterrai opportuno sappi che sono sempre a tua disposizione.

    Ciao, Fabio

  12. Giulia Mancini

    Grazie per i tuoi mille post, ogni tanto passavo di qua anche se sempre di corsa. Ti leggerò a ritroso. Ciao Helgaldo.

  13. iara R.M.

    E io ogni tanto passo qui a rileggere. Tornerai prima o poi, anche solo per darci tue notizie, farci sapere come stai, com’è fuori da dove stai scrivendo ora? Un saluto Hell 🙂

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