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Leibster Blog Award 2015

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Il Leibster Blog Award è come una catena di sant’Antonio dei blog allo scopo di far conoscere i piccoli blog con meno di 200 follower, che hanno ancora scarsa visibilità, ma contenuti interessanti. Sono stato nominato nei giorni scorsi da The Lark and the Plunge, un blog particolare, fosse solo perché è una camera in condivisione tra Francesca e Chiara. Vi si parla di tante cose, soprattutto di letteratura, e quindi dateci uno sguardo appena potete, anche subito. Tu blogger is megl che uan.

Francesca e Chiara, che ringrazio per avermi segnalato, mi hanno posto dieci domande, come da regolamento del Leibster. Ottima scusa per parlare una volta tanto di me, ed essere un po’ più cattivo del solito. Eccole.

 

1. Quanto metti di te stesso nel blog? Pensi mai a come ti immagina chi ti legge?

Tutte le parole che scrivo mi appartengono, mi rispecchiano – com’è giusto che sia –, anche se bisogna decifrarmi tra le righe. Anzi, nei miei post anche le citazioni di altri, spesso d’autore, mi raccontano al cento per cento. A volte anche per contrasto. Insomma, mi nascondo parlando sinceramente di me. Bisogna essere ottimi lettori – o traduttori? – per sapermi interpretare correttamente. Il mio non è un blog per tutti, non ci troverete i cinque consigli per…

Il gioco più bello è poi proprio quello dell’immaginazione: ho scelto l’anonimato più assoluto per dare a tutti la libertà di pensarmi come meglio credono, in base alle mie opinioni (a volte contraddittorie), ma anche in base alle vostre. Disegnate di me l’immagine che più vi aggrada. Ci sono tanti me quanti siete voi che mi leggete.

2. Non provi un po’ di nostalgia quando scrivi, pensando che una volta lo si faceva su diari e fogli sparsi, che poi vengono ritrovati secoli dopo e diventano così incredibilmente affascinanti?

Non ho mai pensato in vita mai di tenere un diario fin quando non ho aperto il blog qualche mese fa. Da allora, da quando esiste Da dove sto scrivendo, di solito scrivo i miei post a mano su fogli sparsi… Poi li ricopio e i fogli finiscono nella spazzatura. Ma ormai l’avrete per sempre in formato digitalizzato, fin quando ci sarà il digitale, ovviamente. Poi passeremo, ne sono sicuro, a una nuova tecnologia: la carta e la penna. E i file digitali appariranno incredibilmente affascinanti, come quell’attore che tanto vi piace.

3. Pensi di essere in grado di lasciare un segno indelebile del tuo passaggio in questo mondo?

Dovrei combinare qualcosa di orribile e vergognoso per lasciare un segno indelebile nella storia. Purtroppo però non ho intenzione di entrare in politica, preferisco scrivere. Credo che sarò delebile, cancellabilissimo.

4. Credi che le mie prime tre domande siano troppo serie? Ne vorresti una un po’ più light (la prossima ti lascerà senza parole)?

Questa domanda che mi domanda se le prime tre domande siano troppo serie mi pare poco seria. Comunque le prime tre risposte erano abbastanza poco serie da controbilanciare la serietà delle domande e la prossima risposta sarà un po’ più pesante (ti lascerà senza parole)!

5. Appartieni a quale di queste categorie? Prima categoria, ho letto le 50 sfumature per poterlo criticare e ora lo critico a man bassa; seconda, ti pare che leggo quella roba? Terza, di cosa stai parlando? (mi rifiuto di inserire una categoria per quelli a cui è piaciuto, non ce la posso fare, mi dispiace).

Non ho letto le 50 sfumature, ma amo i libri, l’editoria e chi legge. Qualcuno sceglie la Bibbia o il Corano, qualcuno le favole di Andersen, qualcuno un thriller, qualcuno un bestseller erotico. Non critico nessuno perché tutti hanno il diritto di leggere senza essere giudicati. Universi paralleli ma di pari dignità. Chi legge i libri per criticare chi legge altri libri non ha capito niente dei libri, anche di quelli che legge.

6. Se potessi scegliere di cambiare il finale di un libro, quale cambieresti?
L’Iliade. La storia del cavallo finisce con una pernacchia e i Greci riprendono mestamente la via di casa.

7. Greci o Troiani?
Troiani. Un editore non me lo pubblica un libro dove i Greci vengono sommersi da una pernacchia e riprendono mestamente la via di casa. Sono dieci anni che assedio le case editrici, ma mi respingono ogni volta. Anche l’editor – di madre greca, immagino – mi ha abbandonato al mio destino. Chiuso nel cavallo, hanno buttato via la chiave per non farmi uscire in libreria e bruciare tutte le Iliadi pubblicate.

8. Immagina di avere la possibilità di essere per un giorno un’altra persona. Chi saresti?
Una donna coraggiosa e amante della vita fino in fondo come se ne incontrano tante, e non solo in letteratura.

9. Chi sono i tuoi modelli di vita? Valgono anche i personaggi di finzione.

Non ho modelli di vita. Se la parola di uno scrittore mi piace gliela rubo senza pensarci. Se la qualità di qualcuno mi piace gliela sottraggo senza riflettere. Le mie parole (anche traballanti) originano dagli scrittori letti, le mie qualità (anche i difetti) le rubo alle persone che ho conosciuto. Rielaboro tutto in proprio e la gente pensa che scrivo e parlo io. Ma è vero sono in parte, una piccola parte.

10. Qual è una categoria di persone che proprio non sopporti e con cui non riusciresti ad avere uno scambio di opinioni?

Quelli che dicono io di qua, io di là, io di su, io di giù. Ce ne sono tante anche tra gli scrittori e i blogger.

 

Ora veniamo alle regole del Leibster Blog Award e poi alle nomine dei blogger assegnandogli delle domande.

1. Postare sul proprio blog l’immagine del premio (fatto).
2. Ringraziare chi ti ha nominato e linkare il suo blog (fatto).
3. Raccontare 10 cose di sé.
4. Nominare 10 blog con meno di 200 follower, che ritieni meritino il premio.
5. Rispondere alle domande di chi ti ha nominato (fatto) e fare delle domande a chi nomini tu.
Direi che c’è tutto. Possiamo cominciare.

Dieci cose su di me:
1. Detesto stare al centro della scena, esattamente il contrario di ciò che sono costretto a fare in questo istante.
2. Ho una paura fottuta di viaggiare.
3. Sto sempre dalla parte dei più deboli, nello sport come nella vita.
4. Nelle sette vite precedenti sono stato un gatto.
5. Guardo spesso il cielo.
6. Adoro la commedia all’italiana in bianco e nero.
7. Panino con würstel e crauti.
8. Le strisce di Mafalda citate a memoria.
9. Parlo con me stesso ad alta voce, e mi do pure torto.
10. Resto seduto al cinema finché non è passato anche l’ultimo titolo di coda.

Quella delle nomine è la parte più ingrata. Mi piace curiosare qua e là tra i blog ma senza seguirne qualcuno in particolare. Inoltre, nomination ridottissime perché non voglio alimentare catene di sant’Antonio, anche se a fin di bene. Ecco la mia mini lista, le regole sono fatte per non rispettarle:

Il taccuino dello scrittore
de agostibus

Anche per le domande non rispetterei le regole, farei alla Marzullo: fatevi dieci domande intelligenti e datevi dieci risposte geniali. Se non foste geniali non vi avrei nominato…

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Leibster Award

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Da «scrittore», notate le virgolette che svuotano di autorevolezza il sostantivo, credo nelle coincidenze, come ho già detto altrove.
La coincidenza di ieri è la contemporanea pubblicazione del mio post numero cento e la nomination al Leibster blog Award 2014 che ho ricevuto nei commenti dell’articolo. Non vi pare un segno del destino che un post dal numero così tondo e simbolico sia accompagnato da questa inaspettata segnalazione che mi viene da lifeofme?
Il Liebster Award è un premio che permette ai piccoli blog con meno di 200 follower di salire alla ribalta e mettersi in mostra. Ringrazio perciò lemarce1987 di avermi nominato, e ricevuto da lei il testimone lo consegno volentieri a chi mi segue.

Prima però le regole del premio:
1. Postare sul proprio blog l’immagine del premio.
2. Ringraziare chi ti ha nominato e linkare il suo blog.
3. Raccontare 11 cose di sé.
4. Nominare 11 blog con meno di 200 follower, che ritieni meritino il premio.
5. Rispondere alle domande di chi ti ha nominato e fare delle domande a chi nomini tu.

Direi che c’è tutto. Possiamo cominciare.

Undici cose su di me:
1. Detesto stare al centro della scena, esattamente il contrario di ciò che sono costretto a fare in questo istante.
2. Ho una paura fottuta di viaggiare.
3. Sto sempre dalla parte dei più deboli, nello sport come nella vita.
4. Ho una figlia di 10 anni che si lamenta che in giro ci sono troppe macchine.
5. Nelle sette vite precedenti sono stato un gatto.
6. Guardo spesso il cielo.
7. Adoro la commedia all’italiana in bianco e nero.
8. Panino con würstel e crauti.
9. Le strisce di Mafalda citate a memoria.
10. Parlo con me stesso ad alta voce, e mi do pure torto.
11. Resto seduto al cinema finché non è passato anche l’ultimo titolo di coda.

Quella delle nomine è la parte più ingrata. Mi piace curiosare qua e là tra i blog ma senza seguirne qualcuno in particolare. Inoltre, nomination ridottissime perché non voglio alimentare catene di sant’Antonio, anche se a fin di bene.

Ecco la mia mini lista, le regole sono fatte per non rispettarle:
1. Aspirante scrittore.
2. Appunti a margine.

Rispondo ora all’«intervista» di lemarce1987.

A cosa non potresti mai rinunciare?
«Ai libri».
Il posto dove riesci a scordarti il mondo?
«Sotto le lenzuola, ma solo con la persona giusta. Sennò non scordi niente».
I tuoi progetti per il futuro?
«Scrivere, scrivere, scrivere».
Quale personaggio del passato ti rispecchia?
«Mi rispecchio in me da piccolo. Una parte di me non è mai cresciuta, per fortuna».
Che cos’è per te l’amicizia?
«Dare senza chiedere. Come l’amore cioè, ma senza il sesso».
C’è qualcuno a cui vorresti chiedere scusa ma non ne hai il coraggio?
«Per fortuna no, ho sempre avuto il coraggio e l’onesta di chiedere scusa quando dovevo».
Un pregio, un difetto.
«La generosità; la generosità eccessiva che diventa stupidità».
La tua canzone preferita.
«Un senso di Vasco Rossi».
Il tuo sogno è…
«Fare una gran festa invitando solamente chi mi ha insegnato qualcosa di importante. Saremo sì e no in duecento…».
Qual è il tuo piatto preferito?
«Pasta con le cozze».
Che libro mi consiglieresti?
«I promessi sposi».

Le mie domande, ora siete rovinati:
1. Di che ti piace scrivere?
2. Perché ti piace scrivere?
3. Be’, qui gioco in casa. Dove ti piace scrivere?
4. Una parola che non scriveresti mai. Approfitta di questa possibilità che ti do adesso.
5. Raccontami una storia in 3 righe.
6. Il libro che ami di più.
7. Il libro più brutto che hai letto.
8. Incontri il tuo scrittore preferito, vivo o morto che sia. Puoi fargli solo una domanda. Che cosa gli chiedi?
9. Di quale delle nove parti del discorso (sostantivi, aggettivi… ) potresti fare a meno?
10. Ami il congiuntivo?
11. Ricevi il nobel per la letteratura. Qual è la motivazione?

Queste domande mi sembrano così stimolanti che possono rispondere tutti quelli che vorranno. Perché limitarsi ai nominati? Questa è farina per Da dove sto scrivendo…

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