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I matti fuori

Ma quanti siamo a scrivere!

Marina Guarneri

 

Post scriptum: 1.678.897(*)
Fonte: Scuola Santa Rosa-S.S.N (*) stima 2016

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Senza limite

Al limite, prendi una mia frase e scrivila sul muro della scuola Santa Rosa, dove stanno i matti.

Anonimo

 

Post scriptum: La pazzia compare quando si supera un limite sociale invalicabile. Tutto quanto vive oltre quel limite, in un dato periodo storico, è considerato segno di pazzia. Ma chi ci osserva da oltre quel limite, ci vede soddisfatti al di qua del limite, e ci considera come altrettanti e poco ambiziosi matti. Per questo nel perimetro della Scuola Santa Rosa si può scrivere da entrambi i lati delle mura esterne che la racchiudono. Quelli che scrivono da fuori dovrebbero, in base alle convenzioni sociali in un dato periodo storico, essere i mentalmente sani. Ma per me sono altrettanti e più ambiziosi matti.

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Matti in scatola

Io, da bambino, in una scatola, per gioco, mi ci sono chiuso.

Grilloz

 

Post scriptum: Invitiamo sempre i nostri pazienti a riandare con la mente all’infanzia, per ritrovare quella perduta felicità che la Recherche non può certo offrire. Perciò, quando stamattina un matto ha inaspettatamente sporcato il muro della Scuola Santa Rosa con quella frase sbucata dal nulla ho vietato agli inservienti di rimuoverla. Chissà se altri ospiti, leggendola, faranno riemergere dall’inconscio qualche episodio dei primi anni di vita che ridia loro serenità, anche se per qualche ora soltanto. Tentiamo, non nuoce.

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Di matti e di plagi

Sembra che qualcuno copi spudoratamente dai blog di scrittura, elargendo consigli agli aspiranti romanzieri, ma citando senza virgolette e fonti le parole d’altri; e non abbia neppure il pudore di coprire i propri misfatti travestendoli o camuffandoli con parole proprie.

In queste ore alcuni blogger – se ho capito bene quattro – sono stati copiati e incollati da un unico soggetto, che ne ha sfruttato pensieri, opere, soprattutto omissioni, per sua colpa sua grandissima colpa, rendendosi bello agli occhi dei propri utenti nonché aspiranti scrittori, forse per strappar loro qualche euro futuro con un servizio di editing ad hoc.

Come andrà a concludersi questo plagio non si sa. Nel frattempo mi sono chiesto cosa potrei dire di originale su questa faccenda del copia-incolla, qualcosa che nessuno si sia ancora immaginato di dire, una riflessione nuova, autentica, sorprendente.

Da principio non mi veniva niente, allora ho vagato per la rete in cerca di spunti, magari da trascrivere senza virgolette, spacciandoli per miei. Nulla, non ho trovato nulla degno di plagio. Qui si mette male – ho pensato – che post senza qualità è mai questo?

Poi mi sono ricordato di Jimmy Carter, quello delle noccioline presidente Usa negli anni 80, Nobel per la pace – lo sapevate? –, mi sono ricordato che correva in pantaloncini corti nei giardini della Casa Bianca e questo fatto, che un uomo celebre facesse footing in mutande aveva destato un grande interesse nell’opinione pubblica mondiale e sui media.

E poi mi è venuto alla mente che anche Mark Zuckerberg l’ultima volta che è stato a Roma, anche lui uomo celebre quanto un presidente americano, e forse diventerà il prossimo presidente americano dopo Trump, se dopo Trump ci sarà un futuro, insomma mi ricordo che pure lui si è fatto fotografare mentre correva in mutande intorno al Colosseo. E aveva un sorriso di plastica, proprio come quello di Carter in mutande alla Casa Bianca. E questo è sicuramente un plagio.

Direte che sono andato fuori tema. Infatti, proprio così, l’ho fatto deliberatamente. Chi è quel matto che copincollerebbe uno che va fuori tema?

Per questo non mi copiano, un matto è originale autentico.

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I matti di fuori

foto_tre_facce

Mi piace la gente che sceglie con cura le parole da non dire.

Anonimo

Post scriptum: trovato scritto stamattina su un muro esterno della Scuola Santa Rosa da un matto di fuori.

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Anonima matti

foto_bibbia_sacra

Prima matto poi morto.

Anonimo su muro

 

Post scriptum: condizione abbastanza comune sia di chi accetta di curarsi da noi sia di chi non lo accetta.

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Matti di mare

foto_illustrazione_balena

Melville l’ho mollato a metà stufo – tra le altre cose – di inseguire trinchetti e cazzilli vari che sapevano forse solo quei pochi disperati che andavano per mare un paio di secoli fa.

Michele Scarparo

 

Post scriptum: ricordo un matto che scriveva tanto tempo fa sui muri della Scuola Santa Rosa che La Corazzata Potemkin era una cagata pazzesca. Possibile correlazione tra pazzia e navigazione marittima. Crocerista-scrittore finito suicida. Approfondire analisi. Nota: tenere il paziente lontano da oggetti taglienti e corde. Spie linguistiche: mollare, disperazione, tedio.

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