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Tempi e metodi della pazzia

Sto lavorando parecchio, con Story a dettarmi tempi e metodi. Più scrivo e lavoro sulla storia e più mi verrebbero da scrivere post che starebbero benissimo con la firma di Helgaldo, sotto.

Anonimo

 

Post scriptum: in base alle mie osservazioni, due sono i tipi di matti alla Scuola Santa Rosa: quelli metodici, che giungono all’apice della pazzia entro intervalli di tempo ragionevoli, stabiliti, scalettati, procedendo per tappe mentali lineari; e tutti gli altri, quelli non metodici, saranno il novanta per cento dei casi, che giungono alla più completa follia per salti logici, ma soprattutto illogici entro pochi istanti perennemente reiterati. I primi avanzano verso il nulla a piccoli passi concatenati, i secondi saltando a piedi uniti in ogni direzione possibile. Diversissimi nel manifestare la propria instabilità mentale, entrambi però mostrano almeno due punti di contatto costanti: credersi a tutti gli effetti scrittori anziché Napoleoni, e credere di parlare veramente con questo Helgaldo, figura mitica e archetipica legata al tema della pazzia, personaggio di fantasia di cui vi ho già parlato in precedenza. Qualche soggetto ormai irrecuperabile arriva a firmarsi addirittura con questo nome immaginario.

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Matto (sost. masc.)

Affetto da un alto grado di indipendenza intellettuale; non conforme ai modelli di pensiero, parola e azione, che la maggioranza ricava dallo studio di se stessa. In poche parole, diverso dagli altri.

Ambroge Bierce

 

Post scriptum: leggere quanto prima tutto Bierce.

 

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Antiche pazzie

Libri quosdam ad scientiam, quosdam ad insaniam deduxere (*)

Francesco Petrarca

 

Post scriptum: (*) I libri fecero diventare dotti alcuni, pazzi altri.

Fin dai tempi antichi librai e psichiatri hanno un grande problema in comune: i primi cercano come matti nuovi spazi dove esporre i libri, i secondi nuovi ambienti dove riporre chi li ha scritti.

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Scrivere da matti

«Tutti quelli che scrivono sono un po’ matti. Il punto è rendere interessante questa follia».

François Truffaut

 

Post scriptum: da quando abbiamo distribuito le matite per renderli innocui i nostri pazienti scrivono, scrivono, scrivono. Ho letto anche qualcuno dei loro sfoghi: compensano con l’estensione la mancanza di profondità. Nulla di interessante, quindi. Ce ne sono però due o tre, da monitorare con attenzione, che scrivono poco o niente: questi sono i più a rischio per sé e per gli altri, bisognerà  sedarli farmacologicamente.

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Matti edipici

Caro Helgaldo, sei totalmente pazzo. Potrei financo innamorarmi di te, anche fisicamente intendo.

Massimiliano Riccardi

 

Post scriptum: Figura secondaria riconducibile agli schemi archetipici della cultura occidentale, alcuni ospiti della mia struttura hanno dichiarato sotto ipnosi in più sedute il desiderio di incontrare questo mitico Helgaldo in modi che vanno dal confronto intellettuale puro all’atto sessuale nudo e crudo. Tale pulsione rientra facilmente nella teoria edipica dell’incontro erotico con il genitore di sesso opposto. Nel caso del Riccardi bisognerà aumentare la dose di sedativi per evitargli un’ulteriore crisi che potrebbe giungere all’autoerotismo cronico.

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I matti fuori

Ma quanti siamo a scrivere!

Marina Guarneri

 

Post scriptum: 1.678.897(*)
Fonte: Scuola Santa Rosa-S.S.N (*) stima 2016

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Senza limite

Al limite, prendi una mia frase e scrivila sul muro della scuola Santa Rosa, dove stanno i matti.

Anonimo

 

Post scriptum: La pazzia compare quando si supera un limite sociale invalicabile. Tutto quanto vive oltre quel limite, in un dato periodo storico, è considerato segno di pazzia. Ma chi ci osserva da oltre quel limite, ci vede soddisfatti al di qua del limite, e ci considera come altrettanti e poco ambiziosi matti. Per questo nel perimetro della Scuola Santa Rosa si può scrivere da entrambi i lati delle mura esterne che la racchiudono. Quelli che scrivono da fuori dovrebbero, in base alle convenzioni sociali in un dato periodo storico, essere i mentalmente sani. Ma per me sono altrettanti e più ambiziosi matti.

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