Archivi tag: Scuola Santa Rosa

Anonima matti

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Prima matto poi morto.

Anonimo su muro

 

Post scriptum: condizione abbastanza comune sia di chi accetta di curarsi da noi sia di chi non lo accetta.

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Matti di mare

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Melville l’ho mollato a metà stufo – tra le altre cose – di inseguire trinchetti e cazzilli vari che sapevano forse solo quei pochi disperati che andavano per mare un paio di secoli fa.

Michele Scarparo

 

Post scriptum: ricordo un matto che scriveva tanto tempo fa sui muri della Scuola Santa Rosa che La Corazzata Potemkin era una cagata pazzesca. Possibile correlazione tra pazzia e navigazione marittima. Crocerista-scrittore finito suicida. Approfondire analisi. Nota: tenere il paziente lontano da oggetti taglienti e corde. Spie linguistiche: mollare, disperazione, tedio.

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Intelligenze artificiali mattematiche

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Al Sig. Helgaldo c/o Scuola Santa Rosa

Per sapere se un computer è intelligente si fa il test di Turing: facendoci
due chiacchiere, deve risultare indistinguibile da un essere umano. Così,
per sapere se un software scrive bene, deve scrivere storie dello stesso
livello di quelle che si pubblicano normalmente.
Poi c’è il test di gniruT, quando leggi un raccontino su Internet e ti
auguri che quell’accozzaglia di parole l’abbia prodotta un software da poco.


Michele Scarparo

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Al Sig. Helgaldo c/o Scuola Santa Rosa

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Michele Scarparo

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Matti in un modo e matti nell’altro

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Ciò che scriviamo parla di noi, in un modo o nell’altro.

Marina Guarneri

 

Post scriptum:  tipico dei matti ospiti della Scuola Santa Rosa è quella sorta di individualismo esasperato, per cui ogni forma di pensiero è autoreferenziale e tutto il resto, ogni realtà altra da sé, viene decisamente rimossa o negata.

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Matti in bianco e nero

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Vedere il mondo nero non ti rende più profondo, ma più nero.

Helgaldo

 

Post scriptum: Impossibile curare i matti della Scuola Santa Rosa se non ci vivi dentro.

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Regole per matti

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Gli scrittori si dividono in due: quelli che seguono le regole di scrittura e quelli che le hanno capite.

Michele Scarparo

 

Post scriptum: non faccio in tempo a ripulire i muri della Scuola Santa Rosa che li trovo già scarabocchiati…

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Il matto successivo

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Il vero post è il post scriptum.

Grilloz

 

Post scriptum: Matto geniale, questo. Mi ha imbrattato il muro con un pensiero interessante. Ovviamente lui non n’è cosciente: genialità e mattitudine si incrociano per caso e guardandosi negli occhi non si riconoscono.

È vero, ha proprio ragione Grilloz, la materia viva di un blog non è il post, ma quello che viene scritto dopo. Il vero post sta nel dopo post, nelle reazioni che è in grado di suscitare, altrimenti è un soliloquio, solo un matto che parla con se stesso.

La sua frase sul muro mi ha fatto venire in mente altri matti, quelli che da cinque o sette anni scrivono regolarmente un post a settimana e quando scorro i post trovo nessun commento, nessun commento, un commento, due commenti, nessun commento. Eppure settimana prossima pubblicheranno un altro post. Robe da matti.

E poi ci sono quelli che hanno scritto un libro e l’hanno letto in dieci. Così ne scrivono un secondo e i lettori sono diventati 15. Allora saltano di gioia e scrivono il libro successivo con la motivazione che l’incremento è stato del 50 per cento. E questo mi ricorda quel matto che caduto dall’ottavo piano giunto al primo dice che per ora va tutto bene.

La Scuola Santa Rosa è una piccola struttura che può seguire solo pochi matti. Però so che c’è Amazon, una struttura immensa che accoglie tutti i matti e possono scrivere sui muri tutto quello che gli passa per la testa e non c’è nessun infermiere che controlla. Un mondo di matti liberi di stare dentro.

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Tre settimane un mondo

foto_cornice_gufo_hd

Oggi ho visto un post di Connie Furnari (scrittrice self di nome, se non sbaglio) dove si vantava di aver scritto 34 libri in 2 anni. Cioè un libro ogni 3 settimane; niente ferie, niente malattie, niente Pasqua, niente Natale.

E…? direte voi.

E niente, dico io.

Michele Scarparo

 

Post scriptum: La Scuola Santa Rosa è un edificio basso, incolore e maledetto. Vi tengono rinchiusi i blogger allucinati, matti del web che imbrattano i muri intonacati di fresco con frasi fulminanti e senza senso. Ne ho in cura alcuni, vagano in stanze spoglie e rimbombanti, urlano di libri e di scrittura. Annoto i loro frammenti di follia sulle cartelle cliniche, non c’è praticamente cura.

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