Osservazione etica per sceneggiatori

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Che uno sceneggiatore debba avere una qualche infarinatura sul mondo cinematografico, se n’è già parlato. Di più: non solo deve conoscere come lavora un regista dietro una telecamera, studiare quali sono i movimenti di macchina e le loro potenzialità espressive sul set, ma deve anche sapere come si produce e si organizza un film.

Abbiamo detto che la sceneggiatura è il documento che serve, oltre che per narrare la trama del film, anche per informare i vari professionisti che concorrono nella produzione del film stesso su che cosa devono concentrare il loro lavoro. Infatti, oltre al valore letterario, la sceneggiatura è il documento di base affinché ogni professionista che partecipa alla produzione del film possa dialogare con il regista riguardo alle soluzioni produttive che meglio realizzano l’opera.
La sceneggiatura contiene quindi tutte le informazioni che servono al regista e alla troupe per fare le riprese; agli attori per recitare; agli addetti alla produzione per stendere un preventivo finanziario del film; per trovare i luoghi dove girare le scene; per chiedere i permessi necessari durante la lavorazione; per costruire le scenografie più adatte; per realizzare i costumi dei vari protagonisti; per selezionare il casting; addirittura per montare correttamente il film una volta finite le riprese. Insomma, la sceneggiatura è il documento base per procurarsi tutto il materiale che servirà al film.

Quindi se una sceneggiatura parla di un palombaro innamorato di una sirena, l’addetto alla produzione del film dovrà poi trovare sia una tuta da palombaro sia una sirena disponibile durante le riprese, e non è detto che sia sempre facile disporre di entrambe le cose sul set al momento giusto. Servirà anche altro ovviamente, per esempio attrezzature particolari per riprese sottomarine e anche operatori specializzati in questo genere di scene. E l’elenco potrebbe allungarsi. Quello che è importante notare è che ogni scelta narrativa implica l’emergere di costi e sta allo sceneggiatore riuscire a scrivere storie valide senza fare decollare i budget, che sono sempre scarsi per definizione.

Ed ecco un’osservazione «etica» a uso degli sceneggiatori: se la storia d’amore tra il palombaro e la sirena è solo una banale storia d’amore tra un lui e una lei, il fatto di ambientarla su un fondale marino perché chi scrive la ritiene più poetica che descriverla in un fast food, anzi la ritiene una grande idea, deve scontrarsi poi con la realtà produttiva del film che ne moltiplicherebbe i costi senza giustificarli da un punto di vista narrativo.
Sta al buonsenso dello sceneggiatore, alla sua etica professionale, creare trame avvincenti senza svuotare le casse delle case di produzione, soprattutto se le sue scelte narrative sono solo eccentriche o esotiche.
Bisogna ricordarsi che tutto ciò che viene inserito in sceneggiatura deve fare poi i conti con la realtà produttiva del film, e il primo a dover tenere conto di questi aspetti deve essere lo scrittore di cinema, che diversamente da uno scrittore di narrativa deve adeguare le proprie idee a un budget prestabilito o comunque limitato.

Il vincolo finanziario, anzi tutti i vincoli dovuti alla realtà stessa che circonda il cinema, non sono però un problema per la creatività di un bravo sceneggiatore, che sa trasformare le difficoltà in vantaggi. Si può infatti parlare di creatività solo dove esistono dei limiti che costringono a pensare storie e azioni in spazi ridotti, dove non tutto ciò che si affaccia alla mente dello sceneggiatore può essere poi realizzato nella realtà.
Essere consapevoli dei vincoli produttivi legati al cinema, soprattutto al cinema italiano, permette di scrivere sceneggiature povere di effetti speciali, ma ricche di conflitti tra i protagonisti della storia. È quest’ultima la vera manna, quella che interessa a produttori e registi, che quando si trovano tra le mani un dialogo efficace, una bella storia per quanto semplice, un conflitto vero e profondo tra i personaggi, non se li lasceranno certo scappare solo perché mancano di effetti speciali, anzi avviene esattamente il contrario.

Non disperiamoci quindi se non abbiamo a disposizione budget faraonici e mezzi tecnici all’avanguardia, preoccupiamoci invece se ci mancano le idee da mettere sulla carta.
Ma gli sceneggiatori, di solito, girano con bauli stracolmi di idee.
A volte, poi, ne estraggono una e la regalano a qualche persona simpatica che incontrano durante il loro viaggio. Magari anche in questo. Chissà.

5. Continua

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